Con le migliori intenzioni (1992)
Con le migliori intenzioni (1992)

Anno 1992
Paese Svezia
Durata 183 minuti
Genere Drammatico
Regia Bille August
Attori Jan Blomberg, Lena Brogren, Irma Christensson, Inga Lill Ellung, Lena Endre, Samuel Froeler, Leif Forstenberg, Bjorn Gustavson, Niklas Hald, Lena T. Hansson, Eva Groendahl, Björn Granath, Lennart Hjulstoem, Keve Hjelm, Roland Hedlund, Gun Joensson, Dan Johansson, Margaretha Krook, Cecilia Lagerkvist, Boel Larsson, Mona Malm, Pernilla Oestergren, Ghita Nørby, Gunilla Nyroos, Björn Kjellman, Börje Ahlstedt, Hans Alfredson, Marie Richardson, Elias Ringqvist, Sif Ruud, Mikael Segerstrom, Viveka Seldahl, Max von Sydow, Sven Wollter
Data uscita N.D.
Fotografia Jörgen Persson
Montaggio Janus Billeskov Jansen
Musica Stefan Nilsson
Sceneggiatura Ingmar Bergman
Trama
Nel 1901 nella città di Uppsala, in Svezia, Henrik Bergman, uno spiantato studente di Teologia che convive nascostamente con la cameriera Frida Strandberg, s’innamora, ricambiato, di Anna Akerblom, la pervicace sorella del suo amico Ernst. Questo amore è osteggiato dalla signora Karin, la madre di Anna, la quale, essendo a conoscenza della relazione di Henrik con Frida, costringe il giovane a partire dopo aver scritto una lettera d’addio ad Anna. Henrik però pensa sempre a lei e vuole incontrarla ma Anna lo respinge. Successivamente Frida riesce a convincerla che Henrik è innamorato di lei, ed è disposta a farsi da parte. Frattanto Anna ha contratto la tubercolosi e deve andare in sanatorio, in Svizzera. Guarita, scrive ad Henrik ma la madre distrugge la sua lettera e porta la figlia in Italia per un lungo viaggio. Alla morte del marito, Karin rivela alla figlia il particolare della lettera bruciata e la ragazza decide di tornare all’istante e di sposare Henrik. Prima però vanno a visitare la futura parrocchia di lui, Forsboda, nel Nord, e passano a visitare Alma, madre di Henrik, apparentemente affettuosa ma in realtà atterrita dall’idea che un’estranea le porti via l’adorato figlio. All’arrivo a Forsboda scoppiano litigi sia per la futura disposizione delle stanze, sia per il luogo del matrimonio: tuttavia la cerimonia avviene poi con grande fasto ad Uppsala. Rinunciando al viaggio di nozze i due sposini salgono sul treno e raggiungono la sperduta parrocchia. Qui vi sono serie tensioni sociali per la crisi produttiva e gli operai della locale fonderia sono in fermento. Il direttore, Nordenson, tenta di tirar dalla sua parte il giovane pastore che invece è dalla parte degli operai. Frattanto ai due giovani coniugi, che hanno accolto in casa Petrus, un ragazzino disadattato ma intelligente, avido divoratore di libri, nasce un figlio, Dag. Poi viene offerto ad Henrik l’incarico di cappellano all’ospedale di Stoccolma: gli sposi si recano a corte dove incontrano la regina Vittoria, ma rinunciano e restano a Forsboda, dove c’è uno scontro nella Cappella tra il pastore e Nordenson, che è ateo, e vuole sottrarre le due figlie alla preparazione alla comunione. Grazie all’ostilità di Nordenson, intorno alla coppia si fa il vuoto: Petrus, avendo udito Anna dire di non volerlo più ospitare, tenta di affogare nel fiume il piccolo Dag, e viene restituito ai genitori adottivi. Anna, in lite con Henrik, torna dalla madre ad Uppsala. Mentre qui lei festeggia un Natale in famiglia, il marito assiste al montare delle agitazioni operaie ed al suicidio di Nordenson. Deluso, Henrik va a trovare Anna, nuovamente incinta, ad Uppsala, dove le rivela di aver accettato l’incarico reale a Stoccolma, ed i due si riconciliano.